La torta Mantovana... come quella della nonna

Pubblicato il da afrodite

               









Avete presenti quelle cose semplici che sanno di "casa" ? E quando dico "casa" intendo mamme in cucina con il grembiule e il mestolo sporco di salsa in mano, bambini che giocano sul pavimento della cucina e fanno merenda con pane e burro, papa' che vengono accolti con esplosioni di gioia quando tornano dal lavoro, odori e sapori noti, sempre gli stessi, quasi fino a diventare piacevoli riti familiari senza i quali uno si sente sperduto, solo, senza "casa", appunto; ma che, se solo provi a rievocarli, sono cosi' vividi nella memoria che in qualunque posto del mondo tu sia, in compagnia o senza, ti caricano senza chiedertelo sulla macchina del tempo e ti depositano dove sei nato, dove sei cresciuto, con chi ti ha allevato, circondato da tutto cio' che ha contribuito a fare di te cio' che sei ora. Ecco, penso di essere stata chiara; una di queste cose, per me, e' la torta Mantovana. Ma non la torta in se' stessa, bensi' quel gesto(che ho visto rifare a mia madre solo pochi giorni fa e mi ha emozionata), di estrarre con tanta cura e quasi devozione da una piccola custodia di cartone un libro ( che ormai ha ben poco del libro ) che lei conserva  gelosamente come una reliquia, e dal quale prende tutte le ricette per le occasioni importanti. E' un'edizione dell'Artusi datata 1930, e anche quella ha una storia familiare (uno di quegli aneddoti che ti porti dietro per tutta la vita, che racconterai ai tuoi figli e cosi' ti sembrera' che portino dentro di loro una parte viva dei tuoi cari che ormai non ci sono piu'). Era del mio nonno paterno, che io non ho conosciuto personalmente, perche' venuto a mancare qualche anno prima che io nascessi.
Ed e' cosi' che, sfogliando l'Artusi, e' uscita fuori questa bella Mantovana,che tante volte ho mangiato da piccola.
Il procedimento e' descritto con quello stile che fa dell'Artusi un capolavoro, ed io l'ho rifatta cosi',pari pari senza cambiar nulla, solo l'aggiunta di mezza bustina di lievito vaniglinato alla farina setacciata e una tazzina di latte  per ammorbidire l'impasto.
Si mettono in una ciotola 4 tuorli d'uovo e un uovo intero, e si amalgamano a 170 gr di zucchero lavorando bene fino a che il composto non diventa gonfio e spumoso. Si aggiungono a questo punto 170 gr di farina 00 con mezza bustina di lievito vaniglinato sempre amalgamando col mestolo (la farina e' meglio se si fa cadere da un setaccio) , e 150 gr di burro fuso (nel microonde o a bagnomaria) non caldo. Si aggiunge anche la scorza di un limone grattugiata(solo la parte gialla).

 E' dopo aver messo il burro che ho aggiunto una tazzina(di quelle da caffe') di latte, per ammorbidire un po' il tutto, e poi ho versato il composto nella tortiera apribile di diametro 28 cm. La tortiera ovviamente era stata precedentemente imburrata e spolverata di farina e zucchero al velo, e avevo cosparso il fondo con pinoli e mandorle a scaglie.




 
 

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afrodite 10/28/2009 22:21


Ciao Stefania, grazie di avermi fatto visita! :-)


Stefania alias fantasie 10/28/2009 09:51


Carissima, anche le tue storie sono sempre belle ed emozionanti proprio come questa, accompagnata poi da questa magnifica delizia che risveglia anche sensazioni gustative! Aspetto la tua versione
della cacciatora!
Baci